Per il Berlinauta è finalmente giunta l’ora di godersi il sole della primavera, giunta infine anche a Berlino. Scendendo le scale di casa il Berlinauta pensa che forse sta un po’ esagerando ad uscire con la sola t-shirt, ma d’altronde è così felice del sole e del caldo ritrovato…
Prima di aprire il portone, però, il Berlinauta sente un rumore sinistro provenire dalla fila di cassette delle lettere. Prova ad affacciarsi circospetto dall’alto della sua buca, ma non riesce a vedere se ci sia qualcosa dentro. Armatosi di coraggio e di una chiave, l’audace Berlinauta apre la cassetta delle lettere, e… vede ciò che non avrebbe voluto mai vedere.
Una busta da lettere con il timbro del Comune di Berlino. Dall’aria decisamente aggressiva.
“No, cavolo, mi hanno già beccato”, pensa il Berlinauta, e passa velocemente in rassegna tutte le sue italiche e poco civili gesta degli ultimi giorni: strisce pedonali attraversati con il rosso tra lo sconcerto generale, diffusione di notizie false e tendenziose, il tentativo non riuscito (non ancora) di ottenere la tessera tedesca di giornalista, la mendace dichiarazione di residenza barando sull’indirizzo, che ovviamente non è quello della casa dove ha un contratto di affitto regolarmente registrato… Eppure non riesce a capacitarsi che l’abbiano scoperto così in fretta.
Il Berlinauta si rassegna, esce all’aperto, viene accecato temporaneamente dalla luce del sole, si appoggia con la schiena contro il muro e decide che è meglio sapere subito di che morte morire. Apre la busta e, come temeva, trova una lettera in tedesco indirizzata a lui. All’inizio non capisce bene di cosa si tratta. Poi gira il foglio per capire quanto burocratese tedesco dovrà sorbirsi e trova, inaspettatamente, la versione della stessa lettera tradotta in inglese.
“Il 7 giugno”, dice la lettera, “si terranno le elezioni per il nuovo Parlamento Europeo. Se lei non partecipa al voto nel suo paese d’origine, ha diritto a votare nel suo luogo di residenza in Germania. Eserciti il suo diritto di voto! Partecipi alle elezioni! Il Parlamento europeo è la voce dei cittadini europei”.
E poi, una spiegazione semplice e chiara di come registrarsi per votare.
Il Berlinauta crede quasi sia uno scherzo. Rigira la lettera anche dal lato tedesco, credendo che abbiano stampato su un foglio già usato, e invece sembra proprio che il tedesco dica la stessa cosa. Anzi, nella busta c’è anche un flyer multilingue, compreso l’italiano, che spiega nel dettaglio le operazioni da compiere.
Il Berlinauta pensa che è solo da una decina di giorni che ha dichiarato il suo domicilio in Germania, e gli hanno già spedito l’equivalente del codice fiscale e ora le istruzioni per votare alle elezioni europee.
Il Berlinauta giunge alla conclusione che sarà anche vero che qui in Germania amano incondizionatamente le carte (la lunga tradizione della burocrazia prussiana si fa sentire), ma è altrettanto vero che lo Stato regola il traffico e ti dice (forse anche troppo spesso) cosa devi fare e dove devi andare.
Insomma, c’è. E non è poco.













